
Non รจ facile effettuare unโanalisi esaustiva del Ni Una Menos in Argentina, il movimento femminista in questo paese รจ infatti molto complesso in quanto composto da numerosissimi gruppi eterogenei fra di loro ed รจ fortemente influenzato dalle dinamiche politiche e partitiche del paese. Ho riscontrato non poche difficoltร nel cercare di capirne le caratteristiche, i meccanismi decisionali interni e le relazioni fra i vari gruppi che lo animano soprattutto prendendo come termine di confronto il movimento femminista italiano Non Una di Meno da cui provengo. Inizialmente, infatti, mi aspettavo di trovare una realtร organizzata simile con gruppi territoriali e regolari assemblee nazionali, scoprendo invece che si trattava di un movimento fluido e in divenire ma allo stesso tempo molto radicato nella societร argentina. Cercherรฒ qua di condividere alcune riflessioni generate da circa tre mesi di interazioni con compagne di gruppi femministi, delle universitร e con altre femministe non militanti che ho incontrato durante il mio viaggio di esplorazione dei femminismi in Argentina fra marzo e luglio 2019. Spazierรฒ un pรฒ oltre la tematica della sicurezza, centrale in questo blog, per analizzare anche gli aspetti piรน generali del movimento come la sua genesi, il suo impatto, le sue caratteristiche in termini di composizione e di struttura organizzativa, in particolare il ruolo dei partiti e le dinamiche interne di inclusione ed esclusione. Un tema trasversale che guida questo articolo sarร comunque quello delle (in)sicurezze. Discuterรฒ come le insicurezze generate dal governo di Mauricio Macri[1] – attraverso le politiche repressive del dissenso e neoliberali che hanno colpito soprattutto i gruppi piรน marginalizzati e discriminati – abbiano facilitato i processi sociali che hanno portato alla nascita del movimento Ni Una Menos. Tratterรฒ anche delle sicurezze generate dal movimento in termini di unโacquisita coscienza sociale e di alternative elaborate e attuate per rispondere alle vulnerabilitร di tipo economico e alla violenza di genere; proverรฒ anche a riflettere sulla portata e potenziale di trasformazione sulla societร e sul movimento stesso verso una maggiore inclusione sociale come effetto della forte eterogeineitร e diversitร del movimento.
Date le premesse precedentemente
esposte, questa analisi non puรฒ che essere parziale in quanto affronta
in maniera sparsa solo alcuni degli aspetti relativi al movimento ed รจ
da considerarsi una soggettiva interpretazione del fenomeno Ni Una Menos in
Argentina; gradirei pertanto un confronto e scambio di opinioni con altre persone che hanno
studiato o conoscono questo contesto.
1. Ni Una Menos โ una esplosione (in)aspettata e ricadute sulla societร
Il Ni Una Menos รจ stato accolto dalla stampa nazionale ed internazionale come un fenomeno inaspettato, come unโesplosione improvvisa della coscienza femminista generata dalla rabbia verso lโennesimo violento femminicidio sul corpo di una giovane donna, Chiara Pรกez di 14 anni, che era incinta, uccisa e sotterrata dal suo ragazzo. Si parlรฒ molto anche della potenza dei social media nel mobilitare le masse nella grande manifestazione del 3 giugno 2015 in centinaia cittร argentine e che vide una concentrazione di circa 300.000 persone solo in Buenos Aires. Appena un mese prima un gruppo di giornaliste note come Marta Dillon e Florencia Alcaraz avevano costituito il collettivo Ni Una Menos; questo, alla notizia del femminicidio di Chiara Pรกez, lanciรฒ via Twitter lโidea di organizzare una manifestazione nazionale contro i femminicidi con lo slogan โNi Una Menosโ (Non Una di Meno); questa proposta divenne velocemente contagiosa e catalizzรฒ un consenso diffuso su tutta la rete[2]. A partire dalle alleanze nate nelle assemblee di preparazione del corteo del 3 giugno, le varie realtร che vi avevano preso parte continuarono a coordinarsi lanciando potenti chiamate verso tutti i movimenti femministi del mondo per organizzare manifestazioni transnazionali come quelle del 25 novembre 2016, in occasione della giornata mondiale contro la violenza sulle donne, e il primo sciopero globale delle donne dellโ8 marzo 2017; il Ni Una Menos in Argentina contribuรฌ a dare nuovo slancio ai femminismi in varie parti del mondo stimolando la costituzione di movimenti affini in tutta America Latina e in Europa, incluso il caso italiano di Non Una di Meno.
Prima di cominciare con questa trattazione vorrei fare una piccola precisazione. Il fatto che il collettivo Ni Una Menos abbia avuto inizialmente un ruolo importante nellโattivare la partecipazione alle prime grandi mobilitazioni femministe ha creato a mio parere una certa confusione (personale ma anche riscontrata parlando con alcune compagne italiane) anche a causa della sovrapposizione di nomi fra il collettivo Ni Una Menos e il movimento Ni Una Menos. Anche se si chiamano nello stesso modo, il collettivo e il movimento sono due entitร diverse. Il Collettivo Ni Una Menos รจ un gruppo di attiviste femministe esperte della comunicazione; queste hanno saputo utilizzare abilmente i canali di comunicazione di massa per socializzare alcune riflessioni e rivendicazioni che poi stimolarono manifestazioni di presa di parola pubblica, sono sempre state loro a prendere lโiniziativa di convocare per la prima volta le numerose e diverse realtร femministe di Buenos Aires al fine di preparare unitamente la manifestazione contro i femminicidi, il primo sciopero femminista dellโottobre 2016 e a promuovere la costituzione delle assemblee Ni Una Menos nelle varie cittร ; il movimento Ni Una Menos invece รจ molto eterogeneo ed รจ composto da collettivi, associazioni, sindacati, partiti e singole partecipanti che organizzano congiuntamente, coordinandosi attraverso assemblee cittadine, iniziative e mobilitazioni a livello nazionale e locale e in particolare il 3 giugno (manifestazione contro i femminicidi), il 25 novembre (giornata internazionale contro la violenza sulle donne) e lโ8 marzo (sciopero globale femminista). Esiste una tendenza generale a prendere il collettivo Ni Una Menos come referente dellโintero movimento; il collettivo certamente funge da lente di ingrandimento di alcune istanze importanti ma non puรฒ essere rappresentativo di tutte le lotte del movimento, che sono varie e plurali e sfuggono a qualsiasi rappresentazione univoca.
1.1. Impatto sulla societร
Dopo il 3 giugno 2015 niente fu uguale a prima in Argentina. Questa data rappresentรฒ uno spartiacque per il movimento femminista: si generรฒ e si sviluppรฒ una riflessione profonda sulla violenza di genere allโinterno della societร e nellโagenda politica, questa non poteva essere piรน ignorata o tollerata, considerata come un fenomeno naturalizzato o come un problema privato, la violenza sulle donne aveva smesso di essere un tabรน. Assemblee femministe si formarono in numerose cittร e il femminismo cominciรฒ ad incardinarsi in qualsiasi realtร politica e sociale, vennero istituite sezioni femministe nei partiti, nei sindacati, nelle universitร , nelle organizzazioni di base e di quartiere, si costituirono reti di docenti, di avvocate e professionali di vario tipo, mettendo in discussione i rapporti di potere scaturiti dalle disuguaglianze di genere nelle realtร lavorative e sociali. Nei quartieri (barrios) le organizzazioni territoriali di partito e le tante altre organizzazioni di base hanno iniziato ad affrontare tematiche femministe e a parlare di violenza di genere. Le donne dei quartieri popolari hanno cominciato ad aprirsi e condividere le proprie esperienze per rendersi conto che le violenze e le discriminazioni che subivano non erano questioni personali ma problemi comuni a molte altre donne a loro vicine. Proliferarono collettivi femministi di ogni tipo: delle marroni[3], non binar*, afrodiscendenti, migranti, delle grasse, delle sorde, di accompagnamento allโaborto[4], delle attrici, delle artiste di vario tipo, professioniste dei piรน svariati settori lavorativi ecc. aggiungendosi a quelli storici di sinistra e delle trans/travesti oltre alle associazioni di donne indigene e al sindacato delle sex workers. Cominciarono a crearsi micromondi femministi, reti di supporto vicendevole attraverso la diffusione di reti professionali e artistiche e attivitร commerciali femministe[5]. Il femminismo ha agito un grande richiamo sulle adolescenti che si sono identificate molto col movimento, hanno cominiciato a parlare di violenza di genere nella scuola secondaria, hanno messo in discussione il ruolo e comportamento che veniva loro richiesto e hanno avuto la possilitร di esplorare il proprio corpo e sessualitร in modo diverso; queste hanno acquisito una sorprendente capacitร di analisi della violenza di genere e rappresentano attualmente un asse portante dei cortei animandone le primissime file. Il femminismo ha permeato tutti gli strati della societร ma sicuramente con gradi di intensitร diversi, essendo piรน sentito nelle grandi cittร del centro del paese come Buenos Aires, Rosario, Cordoba e Mendoza. Questa marea femminista, che si รจ conquistata lo spazio pubblico rendendosi visibile nelle piazze e nei mezzi di comunicazione di massa, ha generato quindi una grande trasformazione sociale anche considerando che prima del 2015 in poche si definivano femministe, termine a cui veniva attribuita unโaccezione negativa.
Il Ni Una Menos ha generato una maggiore sicurezza in termini di protezione sociale collettiva che si traduce in una maggiore capacitร di riconoscere, discutere pubblicamente e denunciare le violenze che le donne subivano. Questo รจ dimostrabile dallโimpennata degli accessi al 144, il numero verde dove si possono rivolgere le vittime di violenza. Solo nel 2015 si รจ passati da 1.000 contatti telefonici giornalieri a 13.700 e quelli di Buenos Aires hanno avuto un incremento del 300%[6]. Inoltre dal 2013 al 2017 si sono quadruplicate le denuncie presso le istituzioni pubbliche per violenza fisica o psicologica[7]. Il Ni Una Menos ha stimolato lโadozione di leggi e politiche importanti di riforma della legislazione in materia, come la Legge 27.210 che ha istituito il gratuito patrocinio per le vittime di violenza di genere, la Legge Brisa che ha previsto un risarcimento economico agli orfani di femminicidio e la Legge Micaela che ha introdotto una formazione obbligatoria per i funzionari pubblici sulla violenza di genere. Nonostante sia positiva lโapprovazione di queste leggi โ come anche espressione di un interesse istituzionale ad affrontare le questioni – queste tuttavia non sono sempre implementate e finanziate, continuando ad essere la risposta statale deficiente rispetto alla portata del fenomeno[8]. Come purtroppo succede anche in altri contesti, se esiste una maggiore consapevolezza, questa non si traduce in una conseguente riduzione della violenza e dei femminicidi che tuttora presentano tassi allarmanti[9].

1.2 Le radici del movimento: il sostrato sociale in ebollizione e il ruolo delle insicurezze
Grazie alla possibilitร di penetrare i mezzi di comunicazione di massa, soprattutto su Twitter, Instagram e sui canali di informazione influenti come quotidiani e televisioni, le riflessioni sulla violenza di genere si sono diffuse in maniera capillare nei vari strati della societร argentina cosรฌ da mobilitare in maniera massiccia le donne. Le discussioni intervenute nei social media e in altri mezzi di comunicazione hanno avuto la capacitร di sfruttare un sostrato sociale, che perรฒ era pronto e giร in ebollizione, e di canalizzarlo verso grandi manifestazioni. Il Ni Una Menos, come ho precedentemente accennato, รจ stato avvertito come una esplosione quasi inaspettata,ma in realtร rappresenta lโespressione di processi di maturazione politica e di coscienza collettiva, di resistenze alle insicurezze generate dai governi e di cui molto spesso si sono rese protagoniste le donne.
In primo luogo esiste in Argentina una lunga tradizione del movimento delle donne che รจ sempre stato, e soprattutto a partire dagli anni โ70, molto attivo e organizzato con fasi alterne di maggiore e minore visibilitร negli spazi pubblici ma sempre presente. Questo รจ dimostrato dalla continuitร e partecipazione agli Incontri Nazionali di Donne che vengono tenuti ogni anno dal 1986 (nellโottobre 2019 si รจ tenuto il 34esimo) e che vedono generalmente unโadesione massiccia[10]. Attraverso la cadenza deglโincontri nazionali il femminismo argentino รจ maturato in termini di elaborazione di pensiero e si รจ arricchito progressivamente di nuovi gruppi. Gli anni 2000 hanno rappresentato un momento di particolare fermento che ha visto, accanto alle ONG che promuovevano un femminismo piรน liberale, i gruppi di sinistra indipendenti. Queste femministe di sinistra hanno continuato a militare nei partiti, sindacati e associazioni e hanno lavorato nei decenni successivi sul territorio, nelle scuole e in contesti di educazione popolare permettendo la diffusione del femminismo in maniera reticolare, capillare e profonda anche nei periodi in cui non era molto visibile nelle piazze.
Il movimento femminista argentino trova anche la sua genealogia nella lunga storia di lotta e resistenza delle donne. Le donne argentine sono state coloro che piรน nei momenti di crisi hanno avuto la forza di ribellarsi alle ingiustizie e manifestare pubblicamente negli anni della dittatura e in risposta alle manovre neoliberali e di repressione dei vari presidenti che si sono succeduti.
Le donne ebbero un ruolo centrale durante il periodo della dittatura militare (1976-1983) con le Madres de Plaza de Mayo, che nella ricerca disperata dei figli e figlie desaparecidos, furono le prime ad avere il coraggio di scendere in piazza e chiedere giustizia. Queste tuttora rappresentano un importante riferimento politico e simbolico per il movimento femminista (lโutilizzo dei paรฑuelos รจ un esplicito riferimento a questo strumento di resistenza per la prima volta utilizzato da loro). Le donne hanno inoltre rappresentato una colonna portante dei piqueteros (movimento dei disoccupati che organizzavano blocchi stradali negli anni โ90) e hanno scatenato le rivolte piรน incisive nei periodi di crisi economica e per protestare contro le privatizzazioni, lโinflazione e la disoccupazione[11].
Sono sempre state le donne a ribellarsi alla svolta repressiva e neoliberale del presidente Macri; il movimento Ni Una Menos ha infatti organizzato il primo sciopero contro di lui e ha messo al centro delle proteste, oltre alla persistenza dei femminicidi, le conseguenze sulle classi piรน povere e sulle donne del debito contratto in maniera fraudolenta col Fondo Monetario Internazionale e delle relative politiche di aggiustamento economico. Il primo sciopero contro Macri del 19 ottobre 2016 รจ stato non a caso organizzato poco dopo lโIncontro Nazionale delle Donne di Rosario il cui corteo fu brutalmente represso dalla polizia e che vide durante il suo svolgimento una particolare concentrazione di femminicidi in varie parti del paese[12]. Donne e in particolare lesbiche, trans, travesti, indigene, afrodiscendenti, migranti si vedevano sempre piรน stringere nella spirale di violenze perpetrate sui loro corpi, la violenza domestica era acuita dalle ristrettezze economiche familiari, si respirava un clima politico che incitava allโodio attraverso i messaggi misogini, classisti e razzisti propagati dai rappresentanti del governo Macri. Le conseguenze delle politiche neoliberaliste inasprivano la condizione di esclusione delle categorie di donne giร marginalizzate: disoccupazione, licenziamenti in massa, precarietร e flessibilitร del lavoro, oltre alle diseguaglianze salariali e il continuo aumento dellโinflazione si traducevano in doppie e triple giornate di lavoro per le donne anche a causa del carico del lavoro domestico non retribuito; le donne sono state coloro che piรน hanno cercato di attivare reti di mutuo aiuto per sopperire alle ristrettezze economiche attraverso lโistituzione di mense popolari nei quartieri piรน poveri della cittร . La morsa sociale si stringeva maggiormente attraverso lโimpiego di politiche repressive contro le classi piรน marginalizzate e impoverite e lโespressione del dissenso: oltre alle cariche della polizia ai cortei e ai picchetti, venivano prese di mira le attiviste che organizzavano le mense popolari[13] e coloro che difendevano i movimenti contadini e indigeni (come dimostrato per esempio dallโincarcerazione di Milagro Sala[14]), la polizia si vedeva ampliare i casi in cui era autorizzata a usare le armi e si รจ resa responsabile di sparatorie nei quartieri piรน poveri[15] e fra le popolazioni indigene oltre a sottoporre migranti e prostitute a maggiori violenze ed estorsioni. Il collegamento fra violenza femminicida, statale e lโaumento della povertร era ormai chiaro e prese forma nel movimento femminista nelle varie manifestazioni contro i femminicidi culminando nello sciopero femminista. Questโultimo rappresentava chiaramente una reazione al sistema di discriminazione ed esclusione imposto da cui nasceva la volontร di sottrarsi al sistema produttivo e riproduttivo simbolizzato dallo slogan al centro dello sciopero: โSe le nostre vite non valgono, allora producete senza di noiโ.[16]
Il Ni Una Menos si รจ sviluppato quindi durante un momento di forte malcontento sociale e reazione alle insicurezze generato dalle politiche neoliberali e repressive del governo Macri e ha agito su un sostrato sociale pronto per questo dal punto di vista di ricchezza dei movimenti sociali e della mobilitazione femminile. Se unโesplosione del movimento femminista cโรจ stata, questa ha dato corpo a tutte le forze giร attive nei territori e ha dato sfogo a soggettivitร escluse a lungo contenute in una pentola a pressione. Nella congiuntura storica contemporanea il movimento Ni Una Menos, nato come reazione ai femminicidi e allโinerzia del governo nellโaffrontare la violenza di genere, ha maturato una connotazione politica piรน forte, convogliando vasti settori dellโantimacrismo e acquisito maggiore slancio come risposta alle acuite diseguaglianze sociali e alla demonizzazione e repressione delle classi povere e emarginate.

2. Le caratteristiche del movimento: le dinamiche interne di inclusione ed esclusione
Lโanalisi effettuata fin qui si sofferma sulla genesi e impatto del movimento Ni Una Menos, questo ci serve per capire il grado di radicamento delle coscienza femminista nella societร , le ricadute e gli effetti generati. Allo stesso tempo credo sia anche importante analizzare come le istanze di trasformazione sociale โ e in particolar modo di inclusione dei soggetti marginalizzati โ siano davvero introiettate nella natura, rappresentazione e pratiche del movimento. Analizzare come certe dinamiche vengono messe in atto al suo interno potrebbe essere utile per misurare la capacitร del movimento di attuare il cambiamento che auspica nella societร e nelle istituzioni e quindi capire il potenziale trasformativo non solo in termini di sensibilizzazione sulla violenza di genere ma anche di promozione dei diritti e del protagonismo politico delle soggettivitร escluse. Mi soffermerรฒ sul ruolo critico โ a volte produttivo, a volte distruttivo – dei partiti politici e in particolare sui loro tentativi di strumentalizzazione del movimento, di invibilizzazione delle minoranze e la loro mancata interiorizzazione del pensiero e delle pratiche femministe nella propria agenda politica; tratterรฒ anche della presenza preponderante, della partecipazione attiva e del livello di inclusione delle soggettivitร marginalizzate e sulla capacitร del movimento di lasciare spazio nella sua struttura organizzativa e nei suoi canali di comunicazione alle minoranze e alle periferie.

2.1 Il ruolo dei partiti
I partiti politici (di sinistra e vicini allโala kirchnerista[17]) fin dallโinizio sono stati molto attivi allโinterno del movimento e delle assemblee di Ni Una Menos. Questi sono presenti tramite associazioni femministe associate ai partiti che operano nei quartieri delle cittร incluso quelli piรน poveri con programmi di educazione di genere, servizi di assistenza alle vittime di violenza e di altro tipo. Queste associazioni, partendo dalle suggestioni che provengono dai territori dove lavorano, riescono a produrre dal basso disegni di legge da presentare al Parlamento (solo per fare un esempio piรน recente quello sui femminicidi chiamato Emergencia Ni Una Menos elaborato da Malajunta che appartiene al partito Patria Grande). Questo coinvolgimento dei partiti, che porta con sรจ indiscutibili vantaggi in termini di mobilitazione sociale, ha anche i suoi risvolti negativi. Benchรฉ alcune anime allโinterno di Una Menos rivendicano lโindipendenza del movimento, non si puรฒ certo dire che la si abbia ottenuta; infatti, le componenti e rappresentanti di partito rappresentano una buona fetta in termini di adesione e di partecipazione alle assemblee e ai cortei (con un vasto e visibile dispiegamento di bandiere e striscioni). Questo ha generato una strumentalizzazione delle manifestazioni del 3 giugno a scopi elettorali con tentativi di mettere in risalto il ruolo dei partiti e delle istituzioni (provocando lโinvisibilizzazione di altri soggetti quali i genitori delle donne vittime di femminicidio e delle donne indigene)[18]oltre a trasformare talvolta le assemblee in terreni di campagna elettorale. Il coinvolgimento delle rappresentanti di partito nel movimento non significa inoltre che queste siano riuscite a contaminare con contenuti e pratiche femministe le agende e meccanismi interni dei loro partiti, nรจ tanto piรน a mettere in discussione le dinamiche patriarcali allโinterno degli stessi. La presenza dei partiti inoltre impedisce di assumere delle posizioni critiche rispetto ad alcune forze ed esponenti politici soprattutto nel periodo pre-elettorale e specialmente in Buenos Aires; ad esempio nelle assemblee di preparazione al corteo contro i femminicidi del 3 giugno 2019 di Buenos Aires, i commenti negativi su Cristina Kirchner[19]โ riguardo la concessione del monopolio del mercato dei semi alla Monsanto e il conseguente ingresso in maniera massiccia dei pesticidi nel paese oltre al fatto di non aver mai appoggiato lโadozione di una legge sullโaborto – sono state spesso accolte con fischi da una parte del pubblico. Similmente, ha generato disaccordo la proposta di inserire nel documento finale e nello striscione di apertura del corteo una denuncia esplicita verso i governatori provinciali โ molti dei quali kirchneristi – che si erano resi fautori di politiche discriminatorie nelle loro provincie (soprattutto in relazione allโaborto e ai tagli dei servizi pubblici)[20]. In questo caso specifico la voce di quella parte del movimento che rivendica lโindipendenza dai partiti politici รจ riuscita infine a prevalere e quindi a includere una critica diretta contro i governatori provinciali nel documento di lancio del corteo del 3 giugno[21] e nel suo striscione di apertura[22]. Tuttavia, queste dinamiche e ingerenze dei partiti nel Ni Una Menos e un atteggiamento acritico nei confronti della coalizione kirchnerista rischia di indebolire il movimento quando guiderร il governo a partire dal 2020[23]. Un ridimensionamento dei partiti verso la causa femminista รจ giร stato visibile nel minore investimento e partecipazione nelle assemblee e numericamente per lโultima manifestazione del 3 giugno a Buenos Aires, dal momento che erano impegnati nella campagna elettorale delle primarie dellโagosto 2019. Le elezioni presidenziali del 27 ottobre 2019, rappresentano quindi il banco di prova della capacitร di mobilitazione e radicamento del femminismo. Dopo le elezioni potremmo capire se i partiti continueranno ad animare il movimento, se il loro interesse verso le istanze femministe non era solo motivato dalla necessitร di creare un blocco politico contro Macri e se si tradurrร nella promozione di politiche quando, una volta entrati nei gangli di potere, non avranno piรน bisogno di utilizzare la bandiera femminista per ottenere consenso.

2.2 Inclusione/esclusione
Come ho accennato precedentemente, il movimento Ni Una Menos racchiude numerosi gruppi, sindacati, collettivi, associazioni che rappresentano le istanze delle piรน diverse soggettivitร . Il Ni Una Menos รจ riuscito a riunire vasti settori femministi della societร , includendo non solo tradizionalmente i partiti e il movimento trans e travesti, ma anche quelli antirazzisti, quelli dellโeconomia popolare e le sex workers, che prima operavano in isolamento ma che ad un certo punto hanno cominciato a coordinarsi attraverso assemblee congiunte e manifestazioni pubbliche di espressione di istanze comuni di giustizia sociale[24].
Il movimento Ni Una Menos nel suo complesso e nella sua rappresentazione esterna appare eterogeneo e inclusivo di tutte le diversitร . Ad esempio i primi striscioni e il documento di convocazione del corteo del corteo del 3 giugno 2019 di Buenos Aires davano risalto alle identitร piรน marginalizzate e in particolare: le indigene, le afrodiscendenti, le migranti, le trans/travesti. Le prime fila del corteo erano riservate a coloro che si definivano โnere, indigene, razzializzate (racializadas) e dissidenza sessualeโ insieme anche alle trans. Il documento finale generato dallโassemblea di Buenos Aires, oltre a focalizzarsi sul diritto allโaborto, sulla violenza di genere, economica, istituzionale e sulla giustizia patriarcale lascia ampio spazio alle rivendicazioni delle afrodiscendenti, delle migranti, delle indigene, delle trans e travesti, delle grasse e delle intersex[25]. Di fatto la presenza di queste molteplici identitร spicca in maniera preponderante nellโelaborazione politica del movimento e nella sua natura cosรฌ come rappresentata verso lโesterno. Nelle assemblee di Buenos Aires le iniziali proposte di produrre un documento di lancio della manifestazione sintetico e incisivo ha dovuto fare i conti con lโampia eterogeneitร del movimento, lโesigenza di dare risalto a ciascuna componente e la conseguente importanza di nominare tutte le differenze; appariva chiaramente la necessitร di non appiattire il movimento in una breve sintesi di rivendicazioni, questa non avrebbe potuto far emergere le sfumature e posizionamenti di ciascuna categoria di identitร che voleva pronunciarsi sulle tematiche che le riguardavano senza essere sovrascritte o riassunte in altre istanze. Il risultato รจ stato un documento di cinque pagine dove ogni realtร รจ riuscita ad avere uno spazio.
La diversitร , inclusivitร e eterogeneitร del movimento e la sua proiezione esterna non sono perรฒ scontate; queste emergono come forza dirompente contro tutte le marginalizzazioni e allo stesso modo sfondano le barriere di esclusione interne al movimento; รจ il risultato di una contrattazione continua non sempre facile da parte di gruppi che possono definirsi โminoritariโ numericamente ma che hanno il coraggio di mettere continuamente in evidenza le contraddizioni del movimento femminista e le insidie del patriarcato agite attraverso le dinamiche decisionali e le reti di relazioni. Queste componenti, pur riconoscendo e criticando alcune tendenze egemoniche fra le compagne di altri collettivi/associazioni, non si dissociano, non si stancano di fare parte del movimento, generano la sua forza e arrivano addirittura a diventarne il simbolo. Le indigene, le afrodiscendenti, le migranti, le trans/travesti rivendicano un maggiore ruolo nella societร e nel movimento femminista contro ogni tentativo di invisibilizzazione delle loro lotte. Queste fanno sentire la loro voce allโinterno delle assemblee per spronare una maggiore partecipazione e coinvolgimento da parte del movimento tutto quando sono loro stesse ad organizzare manifestazioni contro il razzismo o contro il femminicidio trans e travesti; esigono maggiore solidarietร da parte delle compagne quando si manifestano alcuni atteggiamenti discriminatori e razzisti, a volte violenti e escludenti contro di loro, messi in atto durante iniziative pubbliche da parte delle radicali[26] (cosรฌ definite alcune frange โfemministeโ abolizioniste o di ispirazione trotzisca). Le indigene in particolare richiedono che venga conferita una maggiore visibilitร da parte del movimento femminista al genocidio delle popolazioni indigene e – come atto simbolico per aprire uno spazio allโinterno del movimento alle soggettivitร non bianche – hanno spinto per cambiare il nome dellโannuale Incontro Nazionale delle Donne (che si รจ tenuto a La Plata lo scorso 11-13 ottobre) in Incontro Plurinazionale delle Donne; il cambio di nome avrebbe il fine di risultare piรน inclusivo di tutte le nazionalitร presenti in Argentina (e dunque non solo delle popolazioni discendenti di immigrati europei e dei colonizzatori ma anche delle popolazioni native, afro-discendenti e migranti). Le partecipanti della Commissione Organizzatrice dellโincontro ha legami forti con i partiti e spesso soccombono ai loro dettami; lโincontro nazionale delle donne rappresenta un momento politico importante e si ha il timore che conferire un maggiore peso alle istanze indigene e ad altri gruppi marginalizzati possa avere un impatto sugli equilibri nazionali e sulle agende politiche soprattutto per quei partiti che aspirano a far parte della coalizione di governo e in particolare nel frangente pre-elettorale in cui รจ avvenuto lโincontro[27]. Si รจ generato quindi un paradosso: la Commissione Organizzativa ha continuato a chiamare lโincontro โnazionaleโ e ha utilizzato questo nome nei canali di comunicazione ufficiali; tutto il resto del movimento ha promosso, nominato e convocato questo evento come โplurinazionaleโ e questa chiamata ha raggiunto un seguito mediatico maggiore rispetto ai canali ufficiali, segno anche della forza dirompente dei gruppi marginalizzati a cui accennavo prima.
La pluralitร e eterogeneitร del movimento si riflette anche in merito allโimpossibilitร di poter prendere posizioni comuni riguardo ad alcune questioni critiche che lo dividono. Come anche in Italia, uno dei maggiori motivi di tensione allโinterno di Ni Una Menos รจ il dibattito abolizionismo vs sex work. Qui ci troviamo di fronte a realtร di lotta organizzate che trovano una difficile convivenza e scontri di interesse che si manifestano in ambito assembleare: da una parte ci sono il fronte antiabolizionista โ che spesso assume toni violenti โ e le madri, amiche, sorelle di quelle giovani che dopo essersi recate ad un colloquio di lavoro o ad una serata con gli amici spariscono nel nulla, sequestrate e obbligate a prostituirsi in un paese in cui la tratta, soprattutto delle bianche, assume delle dimensioni notevoli anche a causa della connivenza della polizia; dallโaltra parte ci sono le sex workers che rivendicano lโautonomia sul proprio corpo, vogliono utilizzarlo come strumento di lavoro senza cadere nelle reti di sfruttamento e hanno creato le proprie cooperative per sfuggire dal controllo dei papponi e per autogestirsi. Almeno in Buenos Aires si รจ giunti ad un accordo, anche se non sempre privo di frizioni, che la lotta alla tratta e lโautodeterminazione delle sex workers non sono necessariamente due posizioni inconciliabili โ soprattutto se unite da una decisa denuncia contro le reti criminali di sfruttamento – e che non รจ obbligatorio raggiungere una posizione comune su tutto, praticamente un accordo sul disaccordo.
Abbiamo visto quindi che il movimento riesce a includere soggettivitร marginalizzate e contemplare posizioni politiche divergenti. Una constituency cosรฌ ampia tuttavia ha la necessitร di delimitare i suoi margini esterni producendo inevitabilmente esclusione e sovrarappresentazione di alcune categorie. Gli uomini cis non sono invitati a partecipare nรจ alle assemblee (dalle quali vengono cacciati) nรจ allo sciopero femminista (mentre sรฌ al corteo del 3 giugno). Questo approccio serve per creare spazi safe per le donne dove poter partecipare e esprimersi liberamente fuori da dinamiche patriarcali e di potere tipicamente maschili (immaginiamoci se gli uomini dei partiti partecipassero alle assemblee!); questo comporta tuttavia una esclusione di fatto degli uomini trans costretti a giustificare tutte le volte la loro presenza quando desiderano partecipare alle assemblee con un conseguente rischio di invibilizzazione delle loro istanze.

2.3 Organizzazione del movimento
Venendo dalla realtร italiana dove ci sono dei nodi territoriali che si coordinano fra di loro e dove vengono prese decisioni tramite assemblee nazionali, mi aspettavo una situazione similare trovando invece che il movimento Ni Una Menos รจ fluido e poco strutturato a livello organizzativo.
Non ci sono assemblee Ni Una Menos in ciascuna cittร o provincia, a differenza invece della campagna per lโaborto (Campaรฑa Nacional por el Derecho al Aborto Legal, Seguro y Gratuito) che รจ capillare e disseminata in numerosissime cittร argentine. Le assemblee Ni Una Menos si sono istituite soprattutto nei centri piรน grandi come Buenos Aires, Rosario e Cordoba, non tutte operano attraverso assemblee regolari e alcune vengono convocate solo quando si tratta di preparare le manifestazioni piรน importanti a livello nazionale. Ogni assemblea, mantenendo gli appuntamenti nazionali comuni (8 marzo, 3 giugno, 25 novembre), lavora autonomamente e indipendentemente dalle altre producendo i propri comunicati e documenti politici e organizzando le iniziative locali di lotta.
Non esiste quindi un coordinamento a livello nazionale fra tutte le assemblee Ni Una Menos. Chiaramente al loro interno le varie componenti (singoli partiti, sindacati, associazioni presenti a livello nazionale cosรฌ come il collettivo Ni Una Menos) si raccordano e riportano le loro posizioni nelle assemblee locali di Ni Una Menos, tuttavia non esistono assemblee nazionali dellโintero movimento dove si concordano strategie e si definiscono posizionamenti politici comuni. A unire tutte le realtร femministe รจ invece lโIncontro Nazionale delle Donne โ ora ribattezzato delle piรน โplurinazionaleโ -, importante luogo di scambio dove confluiscono anche quelle realtร che non sono necessariamente attive allโinterno del Ni Una Menos. Questo incontro annuale, anche se rappresenta un significativo momento di confronto fra le varie realtร femministe di tutta Argentina, non ne rappresenta un vero coordinamento ma piuttosto un luogo di condivisione, auto-formazione, di lancio di proposte e tessitura di alleanze e relazioni.
Quindi possiamo dedurre che Ni una Menos in Argentina costituisce una realtร poco strutturata e in divenire, che non si dร una struttura organizzativa ma che utilizza come stumenti privilegiati quelli auto-organizzati e corali ad esempio le manifestazioni pubbliche nelle piazze e nelle strade e tutte le altre iniziative organizzate dal basso. Il Ni Una Menos puรฒ essere definito un movimento spontaneo le cui componenti non interagiscono in maniera concertata e che trovano espressione nei contesti pubblici di presa di parola e manifestazioni di piazza. Si pensi ad esempio alle associazioni di quartiere e di base, alcuni sindacati e le tante realtร che si mobilitano autonomamente dalle assemblee di Ni Una Menos.
Tuttavia, il rischio della mancanza di un coordinamento รจ che lโagenda nazionale venga definita da Buenos Aires in base alle esigenze qui emerse invisibilizzando quello che accade nelle periferie. Le tensioni centro โ periferia emergono rispetto allโegemonia di Buenos Aires verso gli altri territori: cโรจ un pรฒ la sensazione da parte delle assemblee fuori dalla capitale che le femministe di Buenos Aires si ergano a rappresentanti del movimento nazionale. Non esistendo dei canali di comunicazione ufficiali nazionali del movimento, di fatto i comunicati, documenti e istanze prodotte dallโassemblea Ni Una Menos di Buenos Aires o del Collettivo Ni Una Menos vengono generalmente presentati dalla stampa nazionale e internazionale come espressione dellโintero movimento anche se non sono concordati con le assemblee di altri territori, che a loro volta ne producono i propri[28].

Conclusioni
Prendendo come asse di analisi il tema della sicurezza/insicurezza possiamo concludere che, da un lato il Ni Una Menos nasce come risposta alla compressione sociale e alle insicurezze generate dalle politiche repressive e neoliberali del governo Macri; dallโaltro si puรฒ evincere che il movimento ha agito un ruolo determinante nel produrre reti di protezione e sicurezza per le donne in termini di un forte radicamento, capillaritร e impatto nella societร , di una maggiore coscienza collettiva sulla violenza di genere e di unโaccresciuta attenzione delle istituzioni. Le reti femministe hanno sperimentato nuove modalitร di relazionarsi, di fare commercio, di creare mondi possibili di solidarietร e mutuo aiuto, hanno incoraggiato le donne a prendere forza, uscire dallโisolamento e denunciare pubblicamente le violenze che stavano vivendo nelle loro vite quotidiane. Il femminismo รจ riuscito ad attraversare e influenzare alcuni luoghi di potere come i media e i partiti, e per questo il dibattito รจ entrato nelle istituzioni fino a dentro le camere da letto.
Tuttavia, questi processi non hanno coinvolto tutti i settori della societร e in particolare le periferie del paese dove certe riflessioni, prese di parola e iniziative non sono ancora diffuse. Il cambiamento della societร รจ avvenuto quindi a diverse velocitร , riguardando in misura inferiore anche le istanze delle minoranze che caratterizzano il movimento ma che di fatto non riescono ancora a sfondare il tetto di cristallo dovuto alla mancata rappresentativitร nei luoghi di potere e di influenza. Se si รจ riusciti a smuovere le coscienze delle istituzioni, dei partiti e di altri organismi sulle tematiche di genere, e sulla violenza sulle donne in particolare, unโuguale attenzione non รจ stata rivolta alle popolazioni indigene[29], alle migranti[30], alle afrodiscendenti[31], alle trans[32], alle prostitute e sex workers[33], la cui situazione non รจ migliorata o รจ andata progressivamente peggiorando. Il potere di trasformazione del movimento potrร quindi essere misurato nella capacitร intersecare le lotte โ non solo di genere, ma anche di classe, provenienza e antirazzisteโ e di riuscire a dare spazio alle identitร marginalizzate, portare le loro istanze nei luoghi dove vengono prese le decisioni, determinare un cambiamento in positivo delle loro vite e contribuire ad abbattere – oltre al sessismo – anche il razzismo e classismo interiorizzato in alcuni strati della societร e delle istituzioni.
Inoltre, ho avuto lโimpressione che anche se il movimento ha fornito la possibilitร a molte donne di aprirsi, parlare e denunciare le violenze che stavano vivendo, questo non abbia contaminato sufficientemente lโaltra metร del mondo, gli uomini. Il movimento essendo separatista si รจ rivolto principalmente alle donne, ha creato reti e generato le riflessioni piรน profonde dentro il mondo femminile, ha aumentato il livello del conflitto con gli uomini senza veramente cercarne al suo interno gli alleati. Un esempio รจ quello dei partiti dove militano tante femministe senza essere riuscite a contaminarne le agende e scalfirne le dinamiche di potere interne, a volte conformandosi, a volte facendosi sopraffare dallโimpotenza. Il potere e lโorizzontalitร rappresentano una grande sfida del movimento, un tema ancora non sufficientemente affrontato al suo interno forse perchรจ รจ fortemente influenzato dai partiti, che da una parte si fanno promotori delle politiche di genere dallโaltra ricacciano qualsiasi tendenza verso lโaccoglimento delle istanze dei gruppi piรน marginalizzati. La capacitร rivoluzionaria del movimento verso una societร piรน femminista, inclusive e sicura per tutt* si potrร quindi veramente stimare in termini di ribaltamento delle dinamiche interne di influenza, di accesso ai canali politici e di informazione, di tensioni centro-periferia, di apertura alle classi marginalizzate ma anche di dialogo verso il mondo maschile col quale diventare in grado di contrattare una condivisione e trasformazione del potere da loro sempre e ancora detenutoโฆ. ed infine di contaminazione della societร di contenuti transfemministi che siano anche e davvero antisessisti, anticapitalisti, anticlassisti e antirazzisti.

[1] Della coalizione politica di destra neo-liberista Cambiemos e presidente in carica dal 2015 al 2019.
[2] https://www.perfil.com/noticias/sociedad/como-surgio-movimiento-ni-una-menos-2015.phtml
[3] Figlie e nipoti di indigeni e contadini.
[4] Si crearono numerosi gruppi con approcci diversi sullโaccompagnamento allโaborto prendendo spunto dallโesperienza delle Socorristas en Red giร attive dal 2010.
[5] Un caso importante รจ la cittร di Cordoba, dove esistono numerose esperienze di auto-organizzazione femministe per costruire modi di fare mercato piรน sostenibili e per aiutarsi reciprocamente nella promozione dei propri prodotti e professioni. Un esempio รจ il gruppo Feministas Trabajando che mette in rete e promuove le autoproduzioni di donne, trans e non binar*. Lo stesso gruppo organizza la Feria Feministas Trabajando, giunta alla 20esima edizione, un mercato mensile per sostenere l’autoproduzione (artigianato, cibo e altro) dove oltre a vendere si puรฒ barattare i propri prodotti; questo rappresenta un luogo di incontro dove passare il pomeriggio e dove si svolgono laboratori, concerti e performance femministe. Altra esperienza รจ Motores en los Pies, una cooperativa transfemminista di trasporto in bici nata per facilitare la vendita di prodotti di autoproduzioni e attivitร commerciali di femministe e per sottrarsi allo sfruttamento delle imprese come Glovo ecc. Queste sono solo due esempi insieme ad una lunga lista di realtร di promozione di attivitร commerciali: il mercato gastronomico femminista, il baratto femminista, reti femministe per cercare stanze in affitto, gruppi di tatuatrici, muratrici, imbianchine e di artiste di vario tipo (circensi, attrici, ballerine di tango ecc).
[6] http://latfem.org/a-cuatro-anos-de-ni-una-menos-avances-y-retrocesos-a-nivel-nacional-caba-cordoba-y-rosario/ Il maggior numero di contatti รจ avvenuto durante la giornata del corteo contro I femminicidi del 3 giugno 2015 e nei giorni immediatamente successivi. Nel solo mese di giugno 2015 si sono registrate 4.600 chiamate per casi di violenza di genere rispetto a 3.034 chiamate del mese precedente. https://www.argentina.gob.ar/sites/default/files/consejo_nacional_de_mujeres_plan_nacional_de_accion_contra_violencia_genero_2017_2019.pdf
[7] https://elpais.com/internacional/2018/03/08/argentina/1520524596_177942.html
[8] Per unโanalisi dettagliata si veda: http://latfem.org/a-cuatro-anos-de-ni-una-menos-avances-y-retrocesos-a-nivel-nacional-caba-cordoba-y-rosario/
[9] Secondo i dati dellโOsservatorio sui Femmicidi โAdriana Marisel Zambranoโ dal 2008 al 2015 sono state assassinate 2094 donne in relazione a casi di violenza sessista. https://www.argentina.gob.ar/sites/default/files/consejo_nacional_de_mujeres_plan_nacional_de_accion_contra_violencia_genero_2017_2019.pdf. Si registra un femminicidio ogni 34 ore. http://libresdelsur.org.ar/noticias/un-femicidio-cada-34-horas-relevamiento-del-observatorio-mumala/
[10] Ad esempio allโincontro del 2018 hanno partecipato 65.000 donne (http://encuentrodemujeres.com.ar/historia-del-encuentro/) e ben 200.000 nel 2019 (https://www.tucumanalas7.com.ar/nacional/2019/10/12/con-mas-de-200-mil-asistentes-hoy-inicia-el-encuentro-nacional-de-mujeres-187215.html?fbclid=IwAR2-CtG1FYX2L0Hl6VUz8mpmHxw1pW5CotDd-jB6Mcy-tP0Nfz2mtFGFpyI)
[11] Magui Bellotti (2018) Memorias, genealogies, historias del movimiento feminist y de mujeres Movidas por el deseo: genealogias, recorridos y luchas en torno al 8M, a cura di Alfonso, Lozano e Castelli, Buenos Aires: El Colectivo.
[12] https://latfem.org/2-anos-del-primer-paro-macri-paro-nacional-mujeres/
[13] Eclatante fu il caso della docente Corina de Bonis che organizzรฒ mense popolari per strada (ollas populares) per permettere ai bambini di poter mangiare in seguito alla chiusura della loro scuola. Corina fu sequestrata e torturata dalla polizia che le incisero sul corpo con un punteruolo โno mรกs ollasโ. Vedi Cavallero e Gago, Una lectura feminista de la deuda, Buenos Aires: Fundaciรณn Rosa Luxemburgo, 2019.
[14] Milagro Sala รจ unโattivista indigena del nord dellโArgentina dellโorganizzazione Tupac Amaru, un gruppo di contadini e poveri senza terra per i quali riuscรฌ a trovare fondi pubblici per costruire complessi residenziali dotati di servizi, รจ attualmente incarcerata con accuse di corruzione relative a questi fatti. https://www.agoravox.it/Chi-e-Milagro-Sala-la-donna-che-ha.html
[15] 1303 persone sono state uccise dalla polizia negli ultimi tre anni, erano principalmente minorenni delle periferie e delle favelas argentine. https://correpi.lahaine.org/; https://drive.google.com/drive/folders/1lWq1b2s8jocRvsre9TjNcOfUhIJKMcfZ vedi anche Basta grilletti facili di Stato. Esplode la rabbia in Argentina, Serena Chiodo, 28.05.2019.
[16] https://latfem.org/2-anos-del-primer-paro-macri-paro-nacional-mujeres/
[17] Il kirchnerismo รจ una corrente politica di ispirazione peronista guidata dai precedenti presidenti Nรฉstor Carlos Kirchner (dal 2003 al 2007) e da sua moglie Cristina Fernรกndez de Kirchner (dal 2007 al 2015).
[18] Autrici varie, #NiUnaMenos. Vivxs nos queremos. Argentina: Milena Caserola, 2015.
[19] La ex presidente Cristina Kirchner nei suoi dodici anni di governo ha portato avanti riforme cruciali a favore delle classi sociali piรน svantaggiate come ad esempio introducendo la gratuitร dellโassistenza sanitaria e dellโeducazione fino allโuniversitร e ha promosso alcune leggi importanti per il movimento femminista come la Legge sul matrimonio ugualitario e la Legge sullโidentitร di genere. Tuttavia, ha sempre avuto una posizione ambivalente riguardo allโaborto, mai veramente condannandolo o promovuendo la sua legalizzazione in quanto molto vicina ai gruppi cattolici e cristiani pro-vita e nel tentativo di non perdere il consenso di un elettorato diviso sulla questione.
[20] In particular modo alcuni governatori si sono resi responsabili di non aver fatto niente o impedito lโaborto di giovani ragazze e di aver applicato nelle loro province tagli a servizi importanti – incidendo soprattutto sulle classi piรน povere- in ossequio ai programmi di ristrutturazione economica imposte dal governo Macri.
[21] http://agenciapresentes.org/wp-content/uploads/2019/06/Pliego-Final-3J-2019.pdf
[22] Questo recitava โNon una di Meno per le violenze sessiste, economiche, razziste, classiste verso le identitร vulnerabilizzate. Aborto legale subito. Abbasso lโaggiustamento di Macri, del FMI e i governatoriโ.
[23] Il 27 ottobre 2019 la coalizione kirchnerista ha vinto le elezioni sconfiggendo il presidente uscente Mauricio Macri; il nuovo governo sarร guidato dal nuovo residente Alberto Fernรกndez, stretto collaboratore di Cristina Kirchner.
[24] https://latfem.org/2-anos-del-primer-paro-macri-paro-nacional-mujeres/
[25] http://agenciapresentes.org/wp-content/uploads/2019/06/Pliego-Final-3J-2019.pdf
[26] Ci sono stati in passato tentativi da parte di gruppi circoscritti di allontanare di afro-discendenti dallo striscione di apertura o episodi di blocchi per impedire che donne trans di salire sul palco per fare interventi.
[27] Lโincontro nazionale/plurinazionale delle donne del 2019 รจ avvenuto appena due settimane prima delle elezioni presidenziali.
[28] Ci sono anche degli aspetti organizzativi โche ho pouto notare almeno per quanto riguarda lโassemblea di Buenos Aires per lโorganizzazione del corteo del 3 giugno – che non facilitano la piena inclusione e partecipazione. Ad esempio le convocazioni delle assemblee generali sono pubblicizzate con pochissimi giorni di preavviso attraverso canali di diffusione che non sempre riescono a raggiungere tutte le realtร potenzialmente interessate. Inoltre nel caso di Buenos Aires, lโorganizzazione delle assemblee in aree centrali della cittร non permetteva la partecipazione di coloro che vivono nelle aree periferiche e della provincia.
[29] Lโindustria estrattivista sta sempre piรน confiscando le terre delle popolazioni contadine e indigene; i mapuche vengono inoltre rappresentati dal governo come nemici dello stato e terroristi da reprimere e sconfiggere. https://argentina.indymedia.org/2019/10/24/que-hizo-el-macrismo-con-los-pueblos-originarios/
[30] Il tema del fenomeno migratorio ha subito un cambio di paradigma durante il governo Macri, da uno precedentemente fondato sui diritti umani ad uno che si incardina sulla protezione della sicurezza nazionale e sul controllo delle frontiere. La politica migratoria ha quindi assunto caratteri repressivi con un aumento vertigionoso delle espulsioni e deportazioni e maggiori restrizioni rispetto al permesso di soggiornare sul territorio argentino. https://elpais.com/elpais/2017/07/24/contrapuntos/1500861895_103072.html; https://www.infobae.com/politica/2018/10/28/el-plan-de-macri-para-endurecer-la-politica-contra-los-inmigrantes-ilegales-en-la-argentina/; https://www.marcha.org.ar/ni-una-migrante-menos-vivas-libres-y-sin-racismo-nos-queremos/
[31] Le popolazioni afro-discendenti non sono generalmente considerate parte della societร e della storia argentina. https://www.cultura.gob.ar/por-que-el-8-de-noviembre-es-el-dia-nacional-de-los-afroargentinos-y-de-la-cultura-afro_5054/. Il governo Macri ha diffuso una visione profondamente classista e razzista della societร https://www.eldesconcierto.cl/2019/02/24/racismo-y-clasismo-propaganda-macrista-asegura-que-los-blancos-y-ricos-sostienen-la-economia-de-los-pobres-y-negros/
[32] Le leggi approvate in materia di identitร di genere hanno avuto unโapplicazione insoddisfacente al fine di modificare positivamente la condizione di vita delle trans. https://sicura.home.blog/2019/06/30/la-lotta-delle-trans-e-travesti-in-argentina-militare-unite-tutti-i-giorni-nelle-istituzioni-e-nelle-strade/
[33] Le forze di polizia esercitano violenza e repressione contro le prostitute con episodi di violenza fisica, allontamenti forzati e estorsioni. https://www.ammar.org.ar/IMG/pdf/informe_violencia_institucional_ammar_argentina-2.pdf La prostituzione รจ tuttora criminalizzata in numerosissime provincie argentine http://www.ammar.org.ar/Un-paso-mas-para-la.html; il 91% degli autori di femminicidi contro prostitute/sex workers sono rimasti impuniti http://www.ammar.org.ar/Justicia-por-Maria-Corvalan.html







